Africa… Nairobi – Watamu – Lago Victoria

Africa…  Kenia 
 
Da Nairobi  a Watamu  e da  Mombasa al Lago Victoria
 

Partenza verso Nairobi, alla ricerca di una stazione ed un treno notturno, un biglietto comprato in Italia, una busta alla stazione col mio nome che mi attendeva. Con 2 “amici di viaggio” in giro per Nairobi e poi l’infinita attesa  del treno, in ritardo. Abbiamo così il tempo di conoscerci “noi turisti” e il tempo scorre lento, e ancora di più lento si muove… e ancora in ritardo… insieme agli amici conosciuti la mattina. Finalmente arriva, e si parte,  immensi paesaggi ti assorbono, il calore aumenta, il tempo non passa mai, il sonno è padrone di me, sfatta arrivo alla prima meta per prendere prima un tuc tuc,  poi un “matatu” taxi collettivo, ed infine  raggiungere le mie amiche a Watamu.

…  la prima Africa, mare cristallino, colonizzata, abitata prevalentemente da italiani, si parla italiano. Spiagge fantastiche, gente speciale, pronta a darti una mano, ma anche che ti guarda con lo sguardo che dice sei “bianco” …  quindi ricco, quindi soldi. Questo paese di pescatori è un misto di ricchezza  e povertà, conosco italiani che abitano là, altri che andranno ad abitarci, in questo angolo di paradiso dove i bambini corrono per le strade e ti sorridono, e ti guardano come fossi un animale raro. Mi ritrovo a passare un capodanno stranamente lussuoso per quel posto, ma siamo ospiti e non si può rifiutare, e mi adatto alla situazione sapendo che poi sarà diverso.

E non può mancare il safari, nello Tzavo, abbagliata dalla natura selvaggia, leoni, elefanti, giraffe e ancora molti altri, ed un insegnante in una scuola all’aperto, con i bambini che vedendoci incominciano ad intonare una famosa canzone in lingua swahili… hakuna matata… e la commozione è d’obbligo.

Ed ora il mio turno una settimana di riposo ed una di avventura. Sono a Mombasa ed aspetto il primo bus per tornare a Nairobi e continuare verso Nakuru. Una lunga attesa,  accetto che una guida improvvisata mi  accompagni per la città in tutta la mattina, si contrattata per il compenso, sempre, fino all’esaurimento. Il bus per Nairobi arriva tardi, ho ancora il pomeriggio con  40 gradi all’ombra da passare, e quindi mi rifugio in una piscina di  una albergo nell’attesa del bus notturno.

Mi sveglio a Nairobi e con un taxi raggiungo la fermata dei matatu diretti a Naivasha, assalita da ogni parte, ne scelgo uno, riesco ad ad evitare una piccola truffa, e finalmente dopo 2 o 3 ore di attesa (bisogna aspettare che il matatu sia completo) si parte.

Naivasha è una piccola città di villeggiatura, esclusivamente di locali, passo la notte e il giorno dopo mi dirigo verso il lago. Stretta dentro un matatu vengo poi abbandonata davanti al campeggio scelto, riesco a sbagliare ed entrare in quello sbagliato… poco male questo ha la piscina e ne approfitto! Affitto una bici e mi fiondo nell’  Hell’s Gate Park, dove gli animali sono liberi e così mi diverto a rincorrere zebre e giraffe con la mia bicicletta. Secondo giorno giro a piedi, ed in  poco tempo una giovane “guida” mi racconta e mi spiega quello che si vede…  man mano regalo magliette e profumi alle persone che incontro guidata dall’istinto

Altra tappa Nakuru, ci arrivo dopo vari passaggi di matatu, albergo con una finta doccia, una notte sola, e cerco un modo per poter visitare il National Park, dormo in un lodge carino, ma senza riscaldamento e di notte fa freddo! sono completamente sola e vado a dormire vestita sempre per il freddo. Vengo svegliata dalle scimmie che mi bussano alla finestra, con il taxi guida riesco a vedere i leoni e il ghepardo il giorno dopo. Come al solito c’è da discutere sui prezzi sui giri da fare… ma fa parte del gioco.

Kericho viaggio lunghissimo in matatu, strade rotte con molte deviazioni, ma i paesaggi sono molto belli. Piantagioni da te che visiterò dopo aver finalmente trovato un albergo con acqua calda (dopo 3 gg di false docce!!). Paesino accogliente e finalmente di caldo…

Ultima tappa finale Kisumu, sul lago Victoria, prendo un hotel nei pressi del lago, e dopo una notte di 12 ore di sonno…  prendo un moto taxi e vado alla ricerca dell’Hippo point, trovato contratto per un giro in barca e vado alla ricerca dell’ippopotamo che troviamo in tutto il suo splendore!!  Per poi finire la giornata in una piscina davanti al lago e rinfrescarmi prima di riprendere l’ultimo viaggio per il ritorno a casa. L’ultima cena al ristorantino vicino l’hotel, frequentato solo da locali, con una birra e la vista del sole che tramonta sul lago…

L’Africa…. è calore ma non solo per il sole,  ti lascia il segno, ho distribuito magliette, penne e saponette ai bambini, e loro mi hanno regalato sorrisi…. questa è l’Africa.

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India da bombay a calcutta

India …

Da Bombay a Calcutta

Corro dietro ad un sogno..

Ormaii da tempo volevo intraprendere questo viaggio, l’India, lo desideravo e e cercavo anche un modo di viverlo un po’ diverso dal solito, e guardando fra i mille itinerari proposti, finalmente l’idea:

coast to coast da Mumbay a Kolkata solo con mezzi locali!

Decisa descrivo con entusiasmo la mia idea alla mia compgna di viaggio, Luisa, un po’ incredula e non completamente convinta, accetta.

Quindi acquistati i biglietti, le guide dell’India del Sud e del Nord, prepariamo un itinerario, non sapendo ancora come muoverci ed esattamente dove andare, abbiamo 3 settiamane ed un viaggio da inventare.

3-09 Primo albergo acquistato via internet dall’Italia, arrivando a Mumbay in piena notte abbiamo preferito così, essendo caro la seconda notte ci siamo spostate in un altra zona di Mumbay più vicino al centro storico.

L’impressione di una città grande e caotica, come poi scopriremo tutte le grande città indiane. Passeggiate nel centro e poi ci si prepara per la seconda tappa: Aurangabad.

5-09 Primo treno locale  6 ore. Aurangabad si presenta come una piccola città carina ed accogliente, cominciamo ad assaporare gli odori ed i sapori dell’India, qui il nostro primo incontro particoalre, Kan un ragazzino simpatico

propietario di un tuc tuc, a cui ci affidiamo e ci facciamo portare a visitare i siti storici ed archeologici situati ad Ellora.

7-09 partenza per Jalagon, con bus che doveva essere diretto, ma durante il tragitto non si sa bene come, ma si è rotto e abbiamo dovuto cambiare il veicolo, così al posto di 5 ore previste, ne abbiamo fatte 7!

Paese minuscolo, uniche turiste europee, prese di mira da sguardi intensi ed interrogativi, che spesso ci mettono in imbarazzo, e spesso veniamo fotografate, stranamente per la prima volta, mi trovo dall’altra parte dell’obiettivo della macchina fotografica, è per la prima volta capisco cosa vuol dire puntare un obiettivo in faccia a qualcuno.

8-09 Ci spostaimo in giornata ad Ajanta, 4 bus, sito storico, e nel visitare una fortezza, ci imbattiamo in vero e propio pazzo… che ci accompagna con una torcia in una torre buia e piena di pipistrelli per poi abbandanorci al nostro destino in discesa!

Treno per Bophal, che solo il nome mette i brividi, città in piena regola, caos e povertà, architettura moderna e vecchia insieme. Da lì 2 spostamenti in Bus: Sanshi e Pachamani, con un bel trekking di 6 ore nel Parco Nazionale, accompagnati da una simpatica guida JB Godal.

Il 13-09 ci troviamo a Pillarya per prendere il treno per Varanasi, ci aspetteranno 14 lunghe ore di treno, chiaramente sempre seconda classe, notte turbolenta, la polizia cercava qualcuno e passava tra le carozze con i fucili in bella vista.

E finalmente Varanasi, città magica, non appena arrivi respiri un aria diversa, misticismo e religione sono  presenti in ogni angolo.

Appena arrivate, trovato l’hotel ci troviamo davanti a questo spettacolo della natura, il Gange che si nutre delle persone che ci vivono e muoiono intorno a lui, veniamo adottate da un ragazzino indiano massimo 12 anni, Ravi, parlando un ottimo inglese, ci convince a girare per le vie e i cuniculi di Varanasi. Ci fa girare intorno a casa sua, conosciamo la sua famiglia, andiamo nel posto dove dice di lavorare, che guarda caso è un negozio di seta! Ravi è simpatico e non è invadente, lo prendiamo in simpatia e compriamo qualcosa nel negozietto in cui ci ha portato.

Torniamo in hotel, contrattiamo con la barca perché ci porti a vedere la cerimonia delle cremazioni più giro nel Gange, mucche ovunque, odori tanti, ma l’atmosfera è bellissima.

Le cerimonie sono molto belle, i brahmini… anche!

Affascinanti dai Ghat il Gange e la gente, ci accingiamo dopo 3 giorni il 17-9 sera a prendere un altro treno per l’ultimo viaggio lungo, destinazione Calcutta, 16 ore di viaggio, giorno e notte, sembra non arrivare mai, nel frattempo si conosce gente, e ci si confronta con questa cultura così diversa dalla nostra.

Paul ed Abby conosciuti nel tragitto sono rimasti senza camera, e io Luisa condividiamo la nostra con loro, in 4 in una camera da 2…

Calcutta città grande, dove forse cercavo qualcosa, un segnale o un po’ di misticismo, ed invece è una città divisa tra il moderno e i tuc tuc ancora portati da persone a piedi, senza bici o altro aiuto, li abbiamo visti solo qui. Visita alla casa di Madre Teresa, grande donna, e poi in giro per la città.

Questa era la tappa finale del percorso prescelto, ora decidiamo di riposarci un po’ e prendiamo un volo per Goa, mare, sole e fricchettoni.

Con una Vespa giriamo per lungo la costa e toviamo posti splendidi e gente molto povera.

Ultima tappa ritorno su Dheli, una gironata per guardarsi attorno, e rientro in Italia.

gennaio… era Senegal

Marintour…   …Senegal…
Capodanno 2010…un po’ in sordina.. Barcellona da Francesca & friends! e poi tutti verso il Senegal direzione Kafountine.
Atterrati in Gambia ci vengono a prendere, notte di prova sul posto ed il giorno dopo attraversiamo la dogana  per arrivare a destinazione.
Con Bacary che ci guida, stavolta passo il gioco a Sandratour, che padrona del luogo, ci conduce nei punti dove il turismo non arriva, consciamo tante persone e tanti bambini e tanti sorrisi, che sicuramente è la caratteristica che accomuna tutte le città africane.
Piccola gita nel sud, posti splendidi fra i pescatori in località sconosciute… e nel cuore dell’Africa eccoci a festeggiare i 30 anni di Francesca!

Solo 8 giorni, ma di un intensità particolare… vivendo a contatto loro, senza il sapore del turismo.

E finalmente… “Africa”

Marintour…   …in Madagascar…

Un altro sogno, un altro viaggio, eccoci catapultate in un altro mondo, io e la mia nuova compagna di viaggio, Luisa.
Sperse nella capitale Antanarivo, prima di riuscire a realizzare cosa fare e come fare, affrontiamo il primo intoppo: tentativo di scippo… fortunatamente fallito!
E poi volo per Nosy Be, isola stupenda, dove incontriamo tanti sorrisi e posti magnifici, fuori da sentieri turistici ci addentriamo in una seconda isoletta, Sakatia, dove mangiamo il nostro primo granchio giga nte!
La "ciccia" cucciola quasi adottata nella spiaggia ci accompagna nelle nostre avventure, tra corse e rincorse in mezzo a tanta vegetazione, contornata da spiaggie bellissime…
L’avventura in Taxi-Brusse ci porta a Diego, cittadina dove facciamo delle belle conscenze, Adelio un ristoratore italiano, una coppia di spagnoli e una ragazza malgascia bellissma.
Visitiamo parchi, isole in piroga e ci cimentiamo anche in una piccola scalata!
Altro volo con breve pausa ad Antanarivo, ci porta all’isola di San Marì, piccolo paradiso, ci cimentiamo oramai con destrezza in mezzo ai villaggi, e continuiamo la nostra avventura, che si conclude coll’ascolto del canto delle Balene, una costola incrinata, ed un piccolo intoppo aeroportuale che ci fa prolungare ancora il viaggio, permettendoci di vedere e quasi abbracciare i famosi lemuri!
In conclusione torniamo a casa soddisfatte, oramai lontane dell stress cittadino e con l’animo pieno dei sorrisi che ci ha regalato la gente ed i bambini del luogo. Ed un solo pensiero ci rimbomba nella testa: TORNEREMO.

 
 

We are Indipendent European Womans!!

Marintour…& Company
               …in Giordania…

We are Indipendent European Womans!!

Dopo una breve pausa… si parte per la Giordania!!
Solo 15 giorni, ma veramente intensi!
La compagnia è composta da 3 ragazze spagnole di Barcellona, Eva, Sandra e Mar, la mia amica Ciccia, conosciuta in Australia che vive anche lei a Barcellona, ed io.
Cinque ragazze sole, in giro per la Giordania, paese islamico, dove come si sa, le donne hanno scarsa considerazione, eccoci ad urlare "We are Indipendent European Womans!"…
Ovunque ti muovi, ovunque ti giri, una nuvola di uomini si presentano al nostro cospetto, tutti pronti ad aiutarci e a farci da guida…non riescono a concepire il fatto che noi "donne", potessimo andare in giro da sole, noleggiarci una macchina, fare il bagno in costume, decidere del nostro tempo, e nel contempo noi non comprendiamo, come queste donne, debbano andare in giro coperte, fare il bagno completamente vestite, non guidare, non fumare, non gestire il proprio tempo.
Cultura nettamente diversa, non comprendiamo ma rispettiamo, e così il nostro viaggio comincia, primo giorno Amman, fra tassisti che non si capiscono… il secondo si decide di visitare Gerusalemme, poichè ci avevano detto "un ora e mezzo ed attraversi la frontiera", in realtà ce ne sono volute ben otto!
La città Santa, immola il suo fascino, credi o non credi, rimane magica, la possiamo definire il G8 delle religioni, a distanza di pochi metri possiamo trovare, una chiesa cattolica, ortodossa, ebrea, una moschea musulmana.
Solo un giorno e si ritorna in Giordania, noleggiamo una macchina e si parte, dal Mar Morto a Mar Rosso, passando dalla mitica Petra, dove ci sentiamo un po’ Indiana Jones…una notte nel deserto, un barbeque con  alcuni beduini, una notte in spiaggia "a pagamento", un percorso "climber" per arrivare ad una piccola cascata, le immersione nel Mar Rosso ed una fuga da un camping!

Un viaggio spettacolare…

….aspettando il prossimo….

Maribò

 

… si ritorna a Viaggiare…

 
 
 
Marintour…
               …finalmente  un altro viaggio…
 
 
 
Tornata al lavoro… un anno di rodaggio…. piccole e brevi pause intermedie ed eccomi di nuovo al mio primo piccolo viaggio dopo un avventura straordinaria….
 
Solo poche importanti…. foto! 
 
ciao
Maribò